Recupero crediti normativa

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Innanzitutto recuperare un credito prevede che – qualora il debitore non dovesse saldare in via bonaria – spetta al giudice accertare e dichiarare il credito affinché il pagamaneto avvenga seppur coattivamente.

Il passo successivo è capire con quali mezzi si può effettuare un recuper di un credito. Se ne individuano 3 diversi: ricorso per decreto ingiuntivo, precetto di pagamento e causa ordinaria.

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Il primo consiste nel richiedere l’ingiunzione di pagamento al giudice il quale, se ci sono le condizioni, provvede con un proprio ordine chiamato decreto ingiuntivo.

Il secondo modo si applica quando il credito è incorporato in un titolo di credito (cambiale, assegno bancario) alla sua sacdenza diventa esecutivo immediatamente, ovvero si può subito agire mediante precetto di pagamento.

In terzo luogo si può seguire la strada della causa ordinaria nel momento in cui non si abbiano prove scritte che attestino l’effettività del credito e allora occorrerà valutare caso per caso se ci sono i presupposti per una causa ordinaria. Non meno importanti in questi casi sono i tempi con cui si giunge al recupero di un credito, e variano a seconda della situazione.

Nella fattispecie, se è in atto una causa ordinaria la durata può andare dai pochi mesi (se l’importo è inferiore ai 5.000 euro) a diversi anni addirittura qualora le contestazioni avversarie si mostrassero complesse e intricate.

Oppure si può porre rimedio alla lunghezza eccessiva dei tempi attraverso un procedimento abbreviato che permette al legislatore di accorciare notevolmente i tempi per recuperare il credito.

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